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Nome: Francesco Piccinelli
Studente medio di Media & Giornalismo (Scienze delle Comunicazioni) all'Università di Firenze

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martedì, 03 marzo 2009

E' tanto tempo che non scrivo qua....

E' tanto tempo che non scrivo qua. Sono passato su wordpress, ma non sono molto soddisfatto (per ora) Qui, che si racconta?

postato da: fpmassam alle ore marzo 03, 2009 11:24 | link | commenti (1)
categorie: varie, pensieri, riflessioni
giovedì, 11 settembre 2008

Il diserbante 2.0

Sono mesi che tento di farlo, ora mi sono deciso.
Il Diserbante è alla versione 2.0.

postato da: fpmassam alle ore settembre 11, 2008 21:32 | link | commenti
categorie:
giovedì, 04 settembre 2008

Formazione all'estero? Buahahah!

Ho fatto uno screening su un paio di profili di facebook di persone che non vedo da un po'. La cosa che mi ha colpito è che esistono davvero persone laureate a Yale e Harvard e loro sì che possono permettersi di pensare globale. Io, che studio in una università italiana, che tento di studiare inglese, mi sento molto handicappato. Tanto più, se penso che la mia regione, la Toscana, invece di pensare a mandare all'estero i propri studenti meritevoli, spende un sacco di soldi per portate in Italia i pronipoti di emigrati lucchesi che, di sicuro, faranno corsi molto interessanti e utili per la loro formazione e tramanderanno la cultura italiana ai loro figli. Ma, cavolo, serve alla Toscana, ai suoi cittadini e alla sua società civile più di un programma per la formazione all'estero degli studenti più bravi della Regione? A dir la verità, qualcosa l'Università di Firenze qualcosa fa: organizza un semestre allo sbaraglio a Georgtown il cui accesso era fortemente condizionato all'aver fatto o no esperienze all'estero. Io non ho avuto esperienze all'estero, quindi ero tagliato fouri. Gli Erasmus? Costano! E, anche se esiste un sostegno da parte del Programma, molte spese sono a carico delle famiglie. Insomma, la formazione all'estero e l'acquisizione di esperienze che dovrebbero implementare il globalthinking di noi studenti sono argomenti sui quali non esiste una sensibilità univoca rivolta a sostenere gli studenti più deboli.

postato da: fpmassam alle ore settembre 04, 2008 17:58 | link | commenti (1)
categorie: varie, pensieri, politica, riflessioni, università

Provo amore gay represso per quest'uomo.

Su Fadders.net, ho trovato una perla nascosta in questa discussione della quale ci siamo occupati in un post precedente:

Il Tronista - Se chiudete il sito ce ne faremo una ragione...amen.
A casa mia si dice che can che abbaia non morde. Chiudetelo e basta senza tanti proclami e/o polemiche autocelebrative di caduta dell'impero. chissenefrega insomma.
Denigrare i colleghi del corso, le loro aspettative, i loro sogni (che evidentemente voi non avete mai avuto), il corso nella sua struttura, la spensieratezza di essere studenti (voi siete dei matusa anche nella testa e non solo sulla carta d'identità) a cosa serve?
Siete ridicoli e frustrati. punto.
A non rivederci nè qui nè da amici di maria .

Bravo, bravo, bravo!


postato da: fpmassam alle ore settembre 04, 2008 11:31 | link | commenti
categorie: varie, pensieri, riflessioni, fadders
mercoledì, 03 settembre 2008

Considerazioni di fine giornata

1. Non è che se il Capo della Polizia dice che dietro i napoletani che fanno casino a Roma c'è la Camorra si fornisce un alibi ai facinorosi, piuttosto mi sembra il contrario. Mi viene da chiedermi se queste persone sanno che la Camorra non è un problema da poco

2. Close to Home fa schifo

3. Perchè quelli di Sky continuano a rompere le scatole?

4. Devo finire Il Principe di Machiavelli

5. La mia ragazza ha la febbre.

6. Non ho voglia di tornare all'Università



postato da: fpmassam alle ore settembre 03, 2008 21:06 | link | commenti
categorie: varie, pensieri, politica, riflessioni, attualità
martedì, 02 settembre 2008

University life

facoltà

Non so se leggete, ma, invece di fare gli orari delle Università con Exel si sono inventati i megasistemi informatici. E io fuorisede devo aspettare i comodi della mia Facoltà.

postato da: fpmassam alle ore settembre 02, 2008 17:42 | link | commenti
categorie: varie, pensieri, riflessioni, vita, attualità, università

Voglio un dottore!

Musicaminchia e voce tendenzialmente gentile che mi dice: "attende in linea i nostri operatori sono tutti occupati" Ancora musica minchia. Intanto vado su internet a sentire cosa si dice sui blog. Alla seconda ora mi risponde qualcuno.
Operatrice:"Cup di una città mediogrande italiana, desidera?"
Io:"Sono Francesco Piccinelli, vorrei un appuntemento per un ortopedico, mi fa male il ginocchio"
Operatrice "Aspetti"
Voce registrata "Siamo sovraccarichi"
Tre ore dopo:
Stessa trafila: musicaminchia, operatrice, me.
Operatrice: il prossimo appuntamento disponibile è il 10/12"
Io:"Ma a me fa male adesso!"
Operatrice: "E' la tempistica"
Morale della favola, è più facile che risolva da solo il mio problemino anche senza specialista. Credo mi farò curare dal mio macellaio. Almeno lui l'anatomia la conosce.

postato da: fpmassam alle ore settembre 02, 2008 14:49 | link | commenti (3)
categorie: varie, pensieri, riflessioni, salute, attualità, liste dattesa
lunedì, 01 settembre 2008

Quanto sono belle le musiche di Lupin III...


postato da: fpmassam alle ore settembre 01, 2008 14:54 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, musica, riflessioni, cartoons, lupin iii

Lacrimucce


Where the Hell is Matt? (2008) from Matthew Harding on Vimeo.

VOglio condividere con voi la lacrimuccia che questo video ha suscitato in me e in Luca Sartoni

postato da: fpmassam alle ore settembre 01, 2008 08:36 | link | commenti
categorie: varie, pensieri, riflessioni, attualità
domenica, 31 agosto 2008

Nixon e Obama, i campioni del cambiamento

Questa mattina ho guardato il canale Tv della Voice of America mentre veniva mandato in diretta dal 1968 il discorso con cui il signor Richard Nixon accettò la nomination per la candidatura alle elezioni presidenziali di quell'anno. La prima cosa che mi ha colpito è la struttura del podio drammaticamente simile al banco dal quale i presidenti si rivolgono al Congresso. La seconda, un passaggio chiave del discorso nel quale Nixon metteva in evidenza come, alla fine degli Anni '60, si dovesse restituire dignità all'America corrotta, senza moralità e fosse necessario ripristinare l'esempio dell'america nel mondo e dare nuovo vigore al sogno americano. Quaranta anni dopo, come stanno le cose? Oggi c'è un candidato nero che, da uno stadio con una scenografia a metà tra il Lincoln Memorial e la Casa Bianca, parla di un sogno americano sgonfiato e da rinvigorire, di un'America che deve diventare un esempio nel mondo etc. Guradando la VoA, stamani, mi sono venute in mente per un attimo le parole di un potenziale finanziatore di Obama il quale affermò al Time che Barak non gli aveva fatto una grande impressione che, per lui, non era semplicemente un altro politico. Per questo, aveva dirottato i suoi dollari verso la Clinton e, sinceramente, faccio fatica a dargli torto. Dire che la politica è sempre uguale a se stessa mi sembra una scorciatoia poco interessante. La cosa più intelligente che mi viene da dire in proposito è che forse, quaranta anni fa, le cose erano abbastanza simili ad oggi, per quanto riguarda gli Stati Uniti: erano impantanati in Vietnam, stavano cominciando a risolvere i problemi dell'integrazione raziale, gli anni '60 e la loro energia stavano scemando. Oggi, la situazione è simile in quanto laggiù tanta gente rischia di vedersi pignorare la casa, la più micidiale macchina bellica della Storia non capisce come vincere una guerra in Iraq e una in Afghanistan e, in generale, quasi chiuso il primo decennio del III Millennio, il XXI secolo non sta mantenendo tutte le sue promesse. Un cambiamento è necessario oggi come allora. Gli Usa sono in difficoltà, hanno da risolvere immensi problemi politici come la loro collocazione nel Mondo, molto incerta sotto l'amministrazione Bush ed economici come il collasso del mercato creditizio non prevista e non prevenuta dall'attuale inquilino della Casa Bianca. A parte che non conosco le questioni economiche dell'America degli anni '60, è evidente, comunque, che un salto in avanti della politica americana è necessario oggi come allora un salto in avanti come non se ne vedono da un po'. Il che in cosa si concretizzava allora e in cosa si concretizza oggi? Guardando l'aspetto che ci riguarda più da vicino, cioè, la politica estera degli Stati Uiniti, nel 1968 si trattava di riallacciare i nodi del dialogo con la Cina, leader dei Paesi non Allineati, e di firmare un cessate il Fuoco con il Nord Vietnam. Oggi, in uno scenario profondamente diverso, si tratta di gestire in un modo diverso il riposizionamento strategico degli Usa nel mondo tenendo d'occhio, in particolare, il centro asia dove i nuovi concorrenti degli Stati Uniti, Federazione Russa,Cina e India, si stanno organizzando in una maniera non molto favorevole a noi. La sfida non è semplice e servono alleati al di qua dell'Atlantico, al là del Pacifico e in Asia Centrale. Questo lavoro è stato abbozzato, in qualche modo, nel secondo Mandato Bush che, con Condoleeza Rice - una fra le persone più competenti al mondo nella sua materia, presente nella Seconda edizione del leggendario Makers of Modern Strategy - ha tentato di mitigare l'unilateralismo e, in qualche modo, l'isolazionismo che avevano contraddistinto il primo mandato Repubblicano dopo l'era-Clinton. Tuttavia, i guai in Iraq e i danni fatti un po' ovunque hanno messo in discussione la affidabilità degli Stati Uniti. Ora che il mondo sta cambiando ancora, all'America e al Mondo servono leader in grado di confrontarsi, ad esempio, con la questione del surriscaldamento globale, con il problema della fame nel mondo e, in particolare, con la fame in casa propria. Esprimersi in questi termini quaranta anni fa sarebbe stato folle, controproducente. Lo stesso, solo otto anni fa, quando Gore perse la presidenza anche perchè i temi ambientali non erano appetitosi per l'americano medio come, in parte, lo sono oggi. In altre parole, al di là di superficiale analogie con le elezioni del 1968, oggi gli Stati Uniti hanno davvero bisogno di tornare a credere in qualcosa, in un cambiamento che possa far tornare a respirare a Washington un po' di spirito dei primi anni dopo la rivoluzione. Cosa che era molto cara anche a Nixon, nel 1968. Tuttavia, il coinvolgimento dei giovani e dei nuovi mezzi di comunicazione, così indigesto a McCain, sta marcando in maniera inequivocabile la distanza tra uno spirito conservatore come, in fondo, era quello di Nixon e uno progressista cone quello di Obama e, al di là di riflessioni sociologiche e di altra natura, dobbiamo ammettere pensare di tornare da destra allo spirito dei Padri Fondatori sia molto diverso da un medesimo intendimento proveniente da sinistra. L'importante, comunque, è che Barak non metta microspie nella sede del GoP.

postato da: fpmassam alle ore agosto 31, 2008 17:23 | link | commenti
categorie: varie, pensieri, politica, riflessioni, elezioni, attualità, obama, usa2008