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mercoledì, 18 ottobre 2006

riflessioni dopo la lettura di Antony De Mello

In questo periodo di cambiamento e di dolore continuo e lancinante, sembra che nulla vada per il verso giusto. Invece va tutto bene. D'altronde, milioni di persone in Africa muoiono di fame e di aids semplicemente perchè non hanno cibo o hanno le difese immunitarie a pezze. E tutto questo, nella sua tragicità, è dannatamente normale. Questo esempio scandalizzerà molti, ma questo modo di vedere le cose, cioè come il normale sviluppio e differenziazione dell'essere, permette di affrontare i piccoli drammi che ognuno di noi possiede. Su questo abbiamo scritto un racconto. Ebbene, prendetelo solo come un esercizio letterario. E' soltanto questo. Un esercizio letterario. Perchè molte cose sono cambiate dentro di me, da allora. Una persona arriva a tali decisioni solo dopo un percorso fatto essenzialmente di autocondizionamento. L'autocondizionamento dà incomunicabilità perchè uno deve apparire forte, invulnerabile, primo. E avere un problema è difficile da comunicare. Perchè, tra l'altro, il problema non è un problema del mondo. E' un problema che abbiamo noi stessi. Qualcosa nel nostro microcosmo cambia in un modo che non ci piace e noi lo vogliamo cambiare. Non potendo fermare l'evoluzione delle cose, ecco che si comincia a non sentirsi a proprio agio, a vedere le cose come se fossimo al buio e, di conseguenza, a pensare alla morte. E parlo per esperienza personale. Per questo, bisogna agire il meno coinvolti possibile. Il coinvolgimento emotivo, nell'azione, è un dramma. Io, a settembre, volevo arrivare primo all'audizione per il conservatorio. Il raggiungimento di quell'obiettivo mi aveva talmente accecato che, al momento di studiare non veniva nulla. E mi arrabbiavo. Per questo, sono andato all'audizione perchè tremavo come un fuscello. Non dovevo dimostrare nulla a nessuno, tantomeno a me stesso-avendo già avuto parecchie soddisfazioni in carriera-eppure la ricerca di un feticcio mi ha musicalmente distrutto, distogliendo lo sguardo dall'obiettvio primario: fare le cose nel miglior modo possibile.  Tutto va secondo logica e conseguenze. Tutto sta nell'accorgersene.

postato da: fpmassam alle ore ottobre 18, 2006 17:11 | link | commenti
categorie: riflessioni