Esistono in Italia degli strani personaggi. Figli e parte di quella zona d'ombra della quale tanto spesso si parla. Ognuno con i suoi momenti, le sue conoscenze, le sue pagliacciate. Più o meno utili. Ne abbiamo conosciuti tanti: Gelli, Scaramella. Personaggi capaci di stare a galla grazie ad una capacità innata di muoversi tra le pieghe di un sistema complesso e vulnerabile come solo quello di una terra di confine, l'Italia, può essere. Alcuni di questi sono semplici buffoni. Altri, sono delle persone molto preparate, potenti e pericolose. Tra questi, figura Gaetano Saya. Il leader di Destra Naziale (www.destranazionale.us), partito o movimento noto al grande pubblico per essere connesso con i contractors rapiti in Iraq. Essendo questi mercenari al soldo degli americani, questo movimento comincia a puzzare di bruciato. E, in questo senso, non è di aiuto il dominio statunitense acquistato per mettere in rete il sito di Destra Nazionale, il cui logo è sinistramente simile a quello della CIA. La credibilità di questo movimento politico considerato semplicemente come tale è ulteriormente minata dal fatto che Saya è stato a capo della divisione Propaganda dei servizi segreti della NATO, proprio quando Gladio stava formandosi. L'Italia non doveva finire in mano ai comunisti. Evidentemente, la rete Gladio ha permesso ai nostri servizi di intelligence di avere molte aderenze con quelli della NATO con ovvio privilegio per quelli americani. L'Italia come terra di confine, dicevamo. Lo era trent'anni fa. Lo è ancora. Così protesa verso il Mediterraneo. Luogo di sbarco per immigrati di ogni religione, perlopiù islamici. Tra questi, ci sono i terroristi. Non esseri umani. Animali da torturare. Così è andata per Abu Omar, sparito dalla circolazione. Finito, chissà come in Egitto. Ma, per fortuna. In Italia, esistono anche valorosi uomini di stato, tra i quali Nicola Calipari. Un poliziotto. Un investigatore. L'uomo giusto da mandare in giro per il mondo a risolvere crisi apparentemente irrisolvibli. Così andò quando ci fu da liberare Giuliana Sgrena. Probabilmente, Calipari è stato convocato da Pollari, suo diretto superiore. Avrà risposto “comandi” e sarà partito per Baghdad. Già una volta era stato mandato laggiù, per risolvere un altro rapimento. Un giornale Quwaitiano aveva compromesso la sua copertura. Ma non si era mai fermato. Finchè una pattuglia di graduati statunitensi lo ha crivellato di colpi. Come mai dei qualificati professionisti avrebbero dovuto sparare ad uno tra i nostri migliori agenti segreti? Cosa sapeva Calipari? Il suo nome è finito nell'inchiesta sullo scandalo Abu Omar. Come mai? E, soprattutto, cosa c'entra Saya? Pollari è il principale indagato italiano su questa faccenda. Cronache parlano di suoi contatti con Saya per varie questioni. Basta fare un giro so Google per averne la cronaca. E per accorgersi che Calipari non c'era, in quei colloqui. Altro fatto curioso: il giorno dopo l'esplosione dello scandalo contro Pollari, la Destra Nazionale si smarca dal capo del SISMI e presenta in Procura a Milano, contro di lui, un esposto. Smarcandosi, lo lascia da solo. Mentre il movimento di estrema destra rimane riparo dalla bolgia mediatica e politica. Mentre il governo di centro-destra, appoggiato anche dalla Destra Nazionale, lo appoggia. Mentre il cadavere di Calipari rimane sullo sfondo. Forse l'assassinio di Calipari non è avvenuto a caso. Forse qualcuno o qualcosa voleva farlo sparire. In fondo, il caso Abu Omar è scaturito dalla violazione della sovranità del governo italiano sul proprio territorio. Possibile che un poliziotto come Calipari non avesse tentato di opporsi a tale sopruso? Forse sì. Ecco che viene mandato in Iraq. Calipari è pericoloso, un elemento destabilizzante nella guerra al terrore o caccia alle streghe intrapresa dallo zio Sam. E quindi da eliminare. Visto in questa prospettiva, sembra che Saya sia una specie di intermediario tra CIA e SISMI. Il ragionamento non è provabile. E' un puro esercizio teorico. Ma questo è l'unico scenario decente che spiega una morte altrimenti difficilmente esplicabile. Il rapimento della Sgrena non è stato organizzato dalla CIA. E' stato lo specchietto per le allodole per fare fuori un uomo di Stato. Una brava persona. Qualcuno intenzionato ad agire nei termini della Costituzione sulla quale aveva giurato tanti anni prima di morire sulla strada vrso l'areoporto di Baghdad.
Aspetto i vostri commenti. (Per le vite, aspettate un pochino)
Fatevi 2risate su questo sito:
www.destranazionale.us è divertentissimo!
Prima di procedere con le cronache dei poteri forti con le biografie dei personaggi citati, bisogna ricordare che è in corso una seduta in Senato riguardo il finanziamento delle missioni all'estero. Bisogna ricordare che i contratti si rispettano. E lo si fa fino in fondo anche se questi sono gravosi da mantenere: sullo scacchiere internazionale, al di là delle opinioni sul merito della vicenda, gli impegni presi sono sacrosanti da essere presi in considerazione. Pena: l'indebolimento del Pese come sistema e questo lo sanno tutti. Compresa la sinistra radicale. Ma siccome questa vive in una campagna elettorale permanente. E lo sa anche l'opposizione che, irresponsabilmente, fa da sponda a questo residuato bellico degli ultimi anni settanta, schierando in parlamento non classe dirigente ma animali da talk show. Insomma, le missioni all'estero vanno rifinanziate. Perchè, oltre al danno politico, la nostra classe politica corre il rischio di coprirsi di ridicolo bloccando anche i pochi investimenti che dall'estero vengono nel nostro Paese. Poi, vogliamo mettere, nel lungo periodo, l'opportunità di ricostruire un Paese da zero? Cerchiamo di essere un po' realiti. please.
1. Che fine hanno fatto, in generale i Poteri Forti?
2. Cosa c'è dietro lo scandalo Telecom?
3. Tronchetti Provera sapeva qualcosa, oppure è una vittima sacrificale?
4. Qual è il vero peso di Cipriani?
5. Perchè è stato ammazzato Calipari?
Ho visto Report ieri sera e ho scoperto che la zona grigia è molto più estesa di Telecom. La rete è grande e non si possono controllare tutte le informazioni.
Visto che, per qualche giorno non aggiornerò il blog, voglio ricordare MIXER e Minoli. Il primo condannato alle Teche Rai, il secondo alla quindicesima serata. Peccato!!