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Nome: Francesco Piccinelli
Studente medio di Media & Giornalismo (Scienze delle Comunicazioni) all'Università di Firenze

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giovedì, 28 febbraio 2008

La guerra e la politica

Ho frequentato un corso di Stuti Strategici. Meglio, lo sto frequentando: Clausevitz, Jomini, Liddle Hart, Vob Bulow, Paret, Aronne, Duhet, Machiavelli. Parlando di queste persone, si scoprono tante cose interessanti. Una delle più interessanti è che lo stato viene formato dalla guerra. E' con la guerra che si formano gli stati ed è dalla guerra che i popoli distinguono le loro sfortune dalle loro sfortune. Sembra quasi che la violenza organizzata sia come un conto da pagare. Un conto da pagare a chi e perchè? Il conto viene pagato alla politica perchè che ha perso non è stato in grado di piegare la volontà dell'avversario essendo questo lo scopo della guerra. La guerra, abbiamo detto, è uno scontro di volontà. Riflettendo a pieno su questa affermazione emergono cose molto interessanti: se la guerra è uno scontro di volontà, allora assomiglia molto da vicino ad un linguaggio la cui grammatica è il sangue e la violenza. La violenza e il sangue sono due elementi della natura umana così come le primitive forme di linguaggio il quale permette di chiarificare eventuali equivoci derivanti da attitudini linguistiche non molto ben sviluppate risolvento piccoli conflitti che, altrimenti, porterebbero ad una serie di azioni sconsiderate aventi come obiettivo la distruzione fisica di un eventuale interlocutore B che abbia a che fare con un interlocutore A. La politica, di conseguenza, deve essere considerata come il linguaggio con cui normalmente si esprimono i partecipanti ad un processo politico. Quando il processo politico raggiunge un punto in cui le rivendicazioni di uno dei soggetti diventano inaccettabili, ecco che le note diplomatiche si appesantiscono cambiando il loro materiale dalla carta delle note diplomatiche al piombo dei proiettili di artiglieria. Il fatto che questa continuazione del processo politico costi vite umante è solo una disquisizione per raffinati. Questo sistema, questo modo di fare la guerra, è alla base dei rapporti tra stati. Se la Serbia non muoverà guerra contro il Kosovo, di fatto, ne riconoscerà l'induipendenza. Questo esempio, apparentemente scollegato dal resto del discorso, ci fa apprezzare quanto una guerra sia una forma molto raffinata di linguaggio. Il processo politico in quell'area dei Balcani si è sviluppato per più fasi: Slobodan Milosevich compie una serie di azioni che i kosovari considerano pulizia etnica, gli Stati Uniti si fanno carico della questione coinvolgendo la Nato. Nasce una trattativa diplomatica inconcludente, iniziano le operazioni militari, la Serbia perde la guerra, l'Alleanza Atlantica assume il controllo del Kosovo e, pochi giorni fa, il Prlamento di Pristina ha proclamato la propria indipendenza. Il fatto che i cannoni di Belgrado tacciano fa molto rumore perchè significa che la Repubblica del Serbia e Montenegro non può nulla per impedire il formarsi di un nuovo stato. Evidentemente, una tale umiliazione non è sufficiente a mobilitare la piccola repubblica ex-jugoslava. Su questi problemi si potrebero scrivere libri interi, solo che mi piaceva condividere questi piccoli pensieri in un momento storico nel quale gli eventi bellici e le loro conseguenze non sono chiari ai più.


postato da: fpmassam alle ore febbraio 28, 2008 15:10 | link | commenti
categorie: pensieri, politica, riflessioni, guerra
sabato, 16 febbraio 2008

Porca politica

Questa è una emali che gira tra i giovani di Alleanza Nazionale. Ora, non è per fare del moralismoo cose del genere, ma ragazzi! Scherziamo? Mi viene sempre più voglia di votare Veltroni...
La preghiera degli italiani...
 
O Gesù dagli occhi buoni
fai tornare Berlusconi
e se puoi, alzando un dito
fai tornare anche Benito.
 
O Gesù dagli occhi tristi
fai sparire i comunisti
e se risolvi stò problema
fai sparire anche D'Alema.
 
Canteremo le tue lodi
se shiattasse pure Prodi
e una festa con i botti
se morisse Bertinotti.
 
Tu col cuore sempre aperto
fà svanire Diliberto
e con gli angeli tuoi belli
porta in cielo il bel Rutelli
e, perchè no, anche Boselli.
 
Magno gaudio poi sarebbe se dai coglioni
ci togliessi anche Veltroni.
O mio caro buon Gesù
non farli nascere mai più.

postato da: fpmassam alle ore febbraio 16, 2008 22:06 | link | commenti (2)
categorie: poesia, politica, riflessioni, cazzate, boh
giovedì, 14 febbraio 2008

Post pausa di riflessione

Ho passato quasi un mese a riflettere sul blog, internet e schifezze varie. La riflessione che ne è scaturita è questa:
TETTE!
Perchè?
1. Perchè sì
2. Omaggio ad uno tra i grafici più geniali di Firenze&dintorni.

No, scherzi a parte, sono successe un sacco di cose: Prodi a casa, Obama che vince a mani basse, la Cei che dice che non si può più girare scene di sesso. Tante care cose. Veltroni che corre da solo, Mastella malinconico nella sua cuccia con la coda tra le zampe in attesa di un osso che non viene nè da destra nè da sinistra...
Insomma, un bel casino! Ragazzi, io non so più cosa dire, pensare etc.
Forse è meglio stare zitti e far sfogare qualche nerd al posto mio. Dieri di sì, anche perchè io, meglio di così, non so come potrei stare.

postato da: fpmassam alle ore febbraio 14, 2008 15:43 | link | commenti
categorie: pensieri, riflessioni, cazzate