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Utente: fpmassam
Nome: Francesco Piccinelli
Studente medio di Media & Giornalismo (Scienze delle Comunicazioni) all'Università di Firenze

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domenica, 30 marzo 2008

I.Mirror

Oggi sono andato con la mia ragazza a visitare due mostre sulla Cina. Una sulla cona del primo millennio dopo Cristo. Una sulla Cina del terzo. La seconda è una inquietante rassegna su un grande Paese che cambia e che sta mettendo in crisi interi sistemi di valori. Presenti alla mostra tant artisti, da colui il quale, nel 1998, mangiò un embrione umano bollito a Xu Tang che ha scritto un libretto verde, sostituto del Libretto Rosso di Mao. Oggi, mi piacerebbe riflettere su I-Mirror, film girato su Second Life da China Tracy che descrive la solitudine di una umanità in cerca di senso. Il video è strutturato in tre parti: una prima dove China Tracy esplora Second Life proiettando nel mondo virtuale i disastri del nostro mondo reale, una seconda dove si innamora di un avatar di San Francisco e una terza dove viengono indagate le potenzialità di Second Life. La cosa che più mi ha colpito è come quella che la Dottoressa Pezzoli nel suo Comunicazione o Fuga descrive come Fuga Tecnologica. La gente è insoddisfatta della propria vita e se ne inventa un'altra eterna e sempre giovane. La conclusione del film è che la vita eterna è possibile. Si può rimanere sempre giovani e belli. Basta un click. La cosa è veramente terrificante: l'esistenza reale viene astratta in un mondo immateriale dove tutto è comunque in vendita. Ci sarebbero tante altre cose da dire riguardo questo tema. Troppe per un blog. Per questo, vi consiglio di guardarlo.

postato da: fpmassam alle ore marzo 30, 2008 21:16 | link | commenti
categorie: pensieri, riflessioni, arte, società
mercoledì, 26 marzo 2008

Cina: un'olimpiade sbagliata

E' dal 2001 che si sa che le Olimpiadi avrebbero dovuto svolgersi in Cina. E' dal 2004 che si spera che la Cina possa cambiare grazie all'evento olimpico. Tutte cazzate. La verità è che la Cina è tale e quale a quella della Banda dei Quattro. Solo che, ora, le carestie non sono così evidenti e macroscopiche. Anzi, non ci sono però intere minoranze, Tubet in testa, sono tenute in uno stato di segregazione. Se la Corea del Nord viene definita come un immenso Gulag, in questi termini ci si può esprimere nei confronti del Tibet. E veffanculo a qugli apologeti del cavolo che sostengono, su you-tube, che il Tibet è sempre stato e sempre sarà parte della Cina. La verità è che un po' tutto il mondo occidentale dovrebbe stancarsi di queste faine dagli occhi a mandorla e cominciare a capire che, se disgraziatemente, ci passasse per l'anticamera del cervello di sospendere anche solo una parte dei nostri investimenti laggiù, i dirigenti finto-comunisti di Pechino cambierebbero immediatamente registro.

Parabola: Qualche giorno fa, sul sito www.sinodefence.com mi sono imbattuto in un articolo il quale riferiva di come, grazie ad una joint-venture tra un'industria cinese e un cantiere australiano di aliscafi, la Marina dell'Esercito di Liberazione Popolare sia stato in grado di costruire un proprio avanzatissimo aliscafo lanciamissili. Le tecnologie che esportiamo con le nostre fabbriche vengono riadattate per scopi militari.

 Questo modo subdulo di servirsi delle nostre capacità tecnologiche è, in fondo, lo stesso modo in cui la Cina si sta comportando in tanti altri settori, ivi compresa la comunicazione. Pechino 2008 serve, in fondo, a questo. Pechino, appropriandosi di un evento TIPICAMENTE occidentale, vuole cambiare la percezione che il mondo ha della Cina. La Repubblica Popolare deve apparire come un Paese moderno e all'avanguardia. Questo l'abbiamo fatto anche noi con Roma '60, ma qui l'operazione è diversa. L'analogia con la tecnologia militare è valida se consideriamo che le Olimpiadi, viste nel modo sopra indicato, non sono altro che una immensa menzogna I cinesi non fanno altro che mentirci e dobbiamo, in qualche modo, smetterla di farci prendere in giro.
 

postato da: fpmassam alle ore marzo 26, 2008 20:58 | link | commenti
categorie: pensieri, politica, riflessioni, sport, cina, politica internazionale, tibet, olimpiadi
giovedì, 20 marzo 2008

Cazzate americane


postato da: fpmassam alle ore marzo 20, 2008 14:56 | link | commenti
categorie: cazzate
martedì, 18 marzo 2008

Violenze in Tibet

Quasi venti anni dopo Piazza Tien an Men rieccoci a parlare di Cina e dei metodi disumani che vengono utilizzati in quel Paese per sedare ogni tipo di rivolta. Questi avvenimenti dovrebbero riportare d'attualità il problema di un Paese in forte sviluppo economico non in grado di rispettare le regole che un sistema liberale impone. L'autoritarismo pechinese si specchia male con la forte espansione capitalista che sta investendo il Celeste Impero. Fino a quanto durerà? La Cina non è l'unico paese con oltre un miliardo di persone. Inoltre, i milioni di oppressi che, fino ad ora, hanno permesso agli amministratori di pechino di fare quello che vogliono, prima o poi, si organizzeranno e metteranno fine a questa maledetta dittatura. Sarò idealista, ma un popolo cos' grande e che ha bisogno della globalizzazione non può essere schiavizzato per troppo tempo. Alleghiamo due video. Una sequenza di immagini sulle proteste a Lhasa e uno che è la cronaca di un testimone oculare delle proteste che si esprime in termini di Carri armati e mitragliatrici

postato da: fpmassam alle ore marzo 18, 2008 12:40 | link | commenti
categorie: pensieri, politica, riflessioni, news, comunismo, esteri, cina, politica internazionale, guerra
domenica, 16 marzo 2008

- 1 mese

Tra poco più di tre settimane si vota. La situazione è che due partiti saranno sicuramente in Parlamento, tutti gli altri, non si sa. Per i partiti piccoli, cioè, La Destra, l'Udc e la SInistra Arcobaleno questa è l'ultima chance di affermare la prorpia esistenza e influire sulla politica del paese. Gli unici partiti che sopravviveranno, tra i piccoli, saranno la Lega e il partito di Di Pietro, anche se quest'ultimo entrerà nei Gruppi Parlamentari del Pd. Il Pdl, se vincerà, vincerà non di dieci punti, ma di cinque anche se esponenti del movimento di Berlusconi sembrano voler perdere le elezioni. Tra questi, Fini che si è esposto alla base come antifascista, mettendo in discussione la candidatura di Ciarrapico la cui dote elettorale è di un punto percentuale. Quello che è successo tra il dicembre 2007 e il gennaio 2008 sicuramente ha avuto delle ripercussioni nei rapporti tra Fini e Berlusconi e il primo non vede l'ora di fare fuori il secondo. E' umano e la politica è fatta da uomini. Tra l'altro, ieri si è tenuto il confronto a distanza tra Veltroni e Berlusconi. Il riassunto di fondo è che Berlusconi vuole la rissa, Veltroni no. Questo non permetterà al Pd di vincere le elezioni, ma imporrà al Pdl una riflessione sul futuro molto profonda: la rissa si fa in due. Veltroni sembra essere riuscito a togliere al re di Arcore il suo proprio terreno di scontro facendo la scelta coraggiosa di parlare di programma e di persone. Quanta demagogia ci sia nei discorsi del sindaco di Roma, non è dato saperlo. Tuttavia, Walter non sta sbagliando un colpo e i militanti del Partito Democratico sono galvanizzati e determinati per sostenere il loro leader. Qualcosa sta cambiando. Veltroni è un cavallo di razza e il suo staff è fatto di persone preparate e questo, per il futuro, è sicuramente fondamentale. Clausevitz e il pensiero militare ci insegnano che, per quanto fioca sia la luce che inseguiamo, questa vada inseguita. Questa lezione sembra essere quela che muove il leader del Pd, mentre dalle altre parti, l'unico modo per fare politica sembra essere la ricerca dello scontro frontale. Lo scontro frontale ci sarà, ma il 13-14 Aprile. Si può fare? Io credo di sì.

postato da: fpmassam alle ore marzo 16, 2008 11:04 | link | commenti
categorie: pensieri, politica, riflessioni, berlusconi, veltroni, politiche 2008
sabato, 15 marzo 2008

Trenta anni dopo l'affaire Moro

Non so sinceramente perchè posto questo "faccia a faccia", tuttavia credo che sia utile ascoltare quest'uomo. Berlinguer, insieme ad Aldo Moro, stava per abbattere il muro di Berlino con dieci anni di anticipo. Peccato che moro sia stato fatto fuori...     

postato da: fpmassam alle ore marzo 15, 2008 20:20 | link | commenti
categorie: pensieri, italia, politica, riflessioni, comunismo, berlinguer
mercoledì, 12 marzo 2008

J'accuse

In una semideserda aula del Polo delle Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Firenze si è tenuta oggi una assemblea indetta dai rappresentanti degli studenti del corso di laurea in Media e Giornalismo (Classe XIV) della facoltà Cesare Alfieri dell'Ateneo Fiorentino. L'assemblea si è trasformata in una autentica conferenza stampa da parte dei cosiddetti rappresentanti i quali hanno esposto, in maniera quasi entusiastica, le magnifiche novità che verranno dall'applicazione dei decreti Mussi nell'Università di Firenze. L'operazione, per quanto riguarda la facoltà di Scienze Politiche, consiste nella cancellazione della Classe XIV che risorgerà sotto forma di Laurea in Scienze Politiche con un lieve indirizzo verso la comunicazione. Questo è un aspetto di una razionalizzazione complessiva che, tra l'altro, porterà all'eliminazione dei professori con contratto a progetto a partire dal prossimo Anno Accademico. Essendo parecchi docenti assunti a progetto titolari di cattedre anche in corsi obbligatori di Media&Giornalismo ed essendoci ancora parecchi studenti da laureare sotto l'ordinamento della Classe XIV, come potranno questi ragazzi conseguire il numero di crediti necessari a raggiungere una laurea di primo livello? Tutto è vago e misterioso. Inoltre, non è molto chiaro in cosa saranno laureati i ragazzi che dal prossimo anno si iscriveranno a Scienze Politiche con l'idea di fare i giornalisti. Ancora di più, non è chiaro come faranno questi ragazzi a specializzarsi in materie della comunicazione magari al di fuori dell'Ateneo Fiorentino: Firene non è l'ombelico del mondo e, magari, tanti studenti non hanno intenzione di rimanerci fino al termine del loro corso di studi. Tuttavia, al di là di questi sofismi, il vero scandalo è la dimostrazione di servilismo messa in scena dagli organizzatori di questa assemblea. Non tenere conto dei problemi che questa razionalizzazione porterà e che sono sopra elencati ma, soprattutto, rispondere in maniera evasiva agli interrogativi posti dai presenti rifugiandosi dietro improbabili e infantili scuse tipo "Noi studenti non contiamo un cazzo" oppure, "L'abbiamo fatto per voi, nell'interesse di tutti" ha dimostrato come la rappresentanza studentesca media nelle università italiane non sia all'altezza del compito. Soprattutto, noi studenti paghiamo un saccco di tasse. Ne paghiamo parecchie, soprattutto a Firenze e non è che il nostro ateneo navighi in acque finanziariamente buone. Sarebbe bastato minacciare di non pagare le tasse e, sicuramente, l'indirizzo amministrativo se non politico dell'Ateneo avrebbe preso un'altra direzione. Ma questa operazione non è possibile perchè è sulla finanza universitaria che i movimenti studenteschi fiorentini vivono. E' con la finanza universitaria che vengono pagate centinaia di iniziative l'anno e, quando l'università non eroga contanti, magari fornisce stanze e, in generale servizi che hanno sicuramente un valore economico. A questo punto, vengono spiegate due aspetti di questo ragionamento: in primo luogo, la parola "servilismo" in secondo, le scuse che anniamo definito "improbabili" e "puerili". Un corso di laurea sta per scomparire e la stessa fine rischia di fare un ateneo con una storia e una tradizione. Noi studenti siamo in attesa di novità mentre i nostri soldi che, magari, rappresentano dei sacrifici fatti da genitori che vivono lontano da Firenze, continuano a sostenere un ateneo e la sua rete clientelare. Io credo che qualcosa si possa fare, che si possano migliorare le cose nell'università italiana. Tuttavia, è necessario che una buona parte di chi rappresenta gli studenti abbia una visione del mondo universitario più chiara. Anzi, è necessario che chi rappresenta gli studenti la sviluppi, una visione del mondo universitario in quanto, senza questo primo passo, sarà difficile interpretare davvero le necessità degli studenti. Sicuramente tanti rappresentanti faranno bene il proprio lavoro. Sicuramente queste sono generalizzazioni che non riflettono in modo pieno la realtà. Ci sono miliardi di frasi da scrivere iniziando con "sicuramente" , ma la realtà rimane sotto gli occhi di tutti e non è che le chiacchiere possano cambiare una situazione che sicuramente ha dei responsabili ben precisi i quali sono certamente esponenti del mondo accademico, ma, altrettanto certamente, esponenti del mondo studentesco troppo impegnati in tatticismi prori deii partiti di trenta o quaranta anni fa. E' ora di svegliarsi. Noi studenti contiamo. Siamo noi che, con i nostri soldi e con le nostre iscrizioni, teniamo per le palle il sistema. E' ora che comincuiamo a servirsi di questo potere servendocene in maniera giusta.


postato da: fpmassam alle ore marzo 12, 2008 15:21 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, politica, riflessioni, , università
domenica, 09 marzo 2008

Elezioni in Spagna

Qualche tempo fa, mi colpì a Firenze il manifesto di un collettivo che sosteneva Batasuna e l'indipendenza basca. Oggi siamo tutti qui a piangere la morte di un ex sindacalista e assessore del PSOE, la Socialdemocrazia spagnola. Ora, da che parte stanno le estreme sinistre italane?

postato da: fpmassam alle ore marzo 09, 2008 15:31 | link | commenti
categorie: pensieri, politica, riflessioni, democrazia
venerdì, 07 marzo 2008

Chi vince le elezioni?

Vincerà Berlusconi però avrà tanti problemi. Il primo sarà che il Popolo delle Libertà è grande tanto quanto il Partito Democratico e, per vincere, è stato costretto a legarsi alla Lega e all'MPA. Ma, soprattutto, si troverà un Paese che, al sessanta per cento, non avrà votato per lui. Questo problema lo avrà anche Veltroni, nella beneaugurata, ma remota, possibilità che riesca a vincere. Otto-cinque punti d distacco sono tanti. Tuttavia, quello che è chiaro è che queste elezioni rappresenteranno la fine di un sistema politico e l'inaugurazione di un sistema bipartitico  che necessiterà nel lungo periodo di due cose:
1. idee
2. organizzazione territoriale
Il primo è un punto scontato: in Italia sono quattordici anni che non c'è un governo,  il secondo no: Forza Italia non è così forte sul territorio e, essendo un partito elettorale di notabili, tende ad organizzarsi solo in concomitanza con le elezioni. Non così il Pd che, contando sulla ramificazione-e sul notabilato-territoriale mutuata dai postcomunisti DS e dal Partito Popolare attraverso la Margherita, avrà maggiori probabilità di mettere in moto una macchina organizzativa ben definita e coesa. Inoltre, il Pd ha il vantaggio di non essere nato intorno a Veltroni: Il Popolo delle Libertà, senza Berlusconi, è una scatola vuota e il re di Arcore ha una certa età e non rimarrà in vita per i prossimi cinquant'anni. Tutti questi fattori convergono verso un unico risultato: il Partito Democratico deve prepararsi a diventare il perno della vita politica italiana nel lungo periodo andando a realizzare il sogno di Casini, cioè la Dc del duemila. Purificato dall'elemento confessionale, sicuramente, ma, altrettanto in maniera certa, connotato da un profondo senso di appartenenza e di interclassismo, il Pd rimarrà una costante della vita politica del Paese per molto, molto tempo.
E tutti gli altri? Esistono anche loro?

postato da: fpmassam alle ore marzo 07, 2008 11:25 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, politica, riflessioni, elezioni, berlusconi, veltroni, politiche 2008
giovedì, 06 marzo 2008

E che cazzo!

E' da due giorni che navigo disperatamente sui sette mari internautici alla ricerca di quello che considero sil sacro graal della mia esistenza: i risultati dell'esame di Storia Contemporanea del Prof. Sagrestani. Sono tre settimane che ansiosamente aspettiamo il verdetto di Zarathustra sul nostro percorso accademico. Siamo in settanta persone tenute per le palle da un singolo uomo che già conosce i nostri infausti destini. Sarà per un eccesso di benevolenza che non vuole rivelarceli?
Boh, vai a sapè!

postato da: fpmassam alle ore marzo 06, 2008 12:49 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, riflessioni, cazzate, storia, diritti umani, universitÃ