Francesi incazzati.
No ad Alitalia.
Se il buongiorno si vede dal mattino...
Oggi ho voglia di parlare male di una testata web sicula chiamata Il megafono (www.ilmegafono.org). A parte questioni personali tra me e il direttore di questo settimanale on-line, mi preme manifestare il mio disagio nei confronti di due articoli pubblicati sull'ultimo numero.
Il primo si intitola L'Italia vista dagli altri scritto da Giorgia Lamaro, mentre il secondo si intitola L'Italia si sposta a destra questo redatto da Massimilano Perna.
Non sopporto il sottile piacere che provano alcuni nel vederci sbeffeggiare dalla stampa estera che sembra non avere altro da fare che farsi gli affari nostri. Va bene la libertà di espressione per tutti. Ma, un conto è se un giudizio sul mio Paese viene espresso dal presidente della Commissione Europea. Un altro, se un redattore di Le Monde che, magari, ha votato Sarcozy ci venga a dire quello che non va e che sbagliamo votando Berlusconi. Premesso che il futuro premier non mi sta simpatico, il presidente del Consiglio in pectore rappresenta la metà dell'Italia e rappresenterà il Paese nella sua interezza in quanto espressione della volontà popolare. Credo nessuno abbia il diritto di entrare nel meritò delle scelte del popolo sovrano.
Serve una sinistra europea, quella che non ha percentuali tali da aspirare alla guida di una nazione, ma che ha la forza giusta per aspirare al cambiamento, sia esso politico che culturale. Questo è il passaggio-chiave della dissertazione di Massimiliano Perna sul risultato elettorale. La sostanza è un vecchio refrain della sinistra europea, spaccata tra socialdemocrazia e lotta rivoluzionaria. In un passaggio precedente a quello citato, viene parafrasato Diliberto nelle sue affermazioni secondo le quali bisogna ripartire dalla falce e martello avendo sostanzialmente fallito l'ipotesi di moderazione del Pd. Io credo che, dopo una elezione contino i risultati. I moderati del Pd sono in parlamento. La Sinistra Arcobaleno no. Cosa significa sinistra europea? Chi lo sa. Quello che so è che, nei paesi dove la socialdemocrazia esiste, esiste anche un benessere diffuso e c'è una grande spinta verso la modernità. La Spagna è stata governata, nella sua transizione dal Franchismo, dal PSOE che ha garantito un miracolo economico fenomenale. La SFIO e la SPD avevano già abbondantemente superato il credo rivoluzionario prima del 1914 e nessuno è disposto a mettere in discussione la legittima esistenza di questi partiti. In Italia, ci ritroviamo con una Sinistra frustrata dal referendum sul Protocollo sul Welfare e dal fatto che l'elettorato si è trovato con dei problemi che Bertinotti&Co. non potevano risolvere. La sinistra radicale in quanto extraparlamentare sarà un problema, forse, ma il fatto che neanche in Toscana abbia ottenuto un seggio significa che l'elettorato di sinistra sta cambiando. Io non sopporto la supponenza con cui determinati esponenti di sinistra tentano di persuadere che loro hanno capito di cosa la gente ha bisogno. La gente, le proprie necessità, le conosce troppo bene e sa che sono cosa troppo seria per essere lasciata alla folkroristica, come la definì Prodi, sinistra radicale italiana. Non si tratta di elogiare la Lega, ma di diffondere l'idea che l'elettorato italiano non è fatto da una mandria di imbecilli, ma da persone che, magari, non sono il massimo della razionalità o non hanno una grande cultura politica, ma pongono delle domande delle quali qualcuno si deve fare carico. La Lega ha dato l'impressione di questo ed è stata molto più convincente del Pd riuscendo ad entrare nei cuori delle persone trascinando Berlusconi alla vittoria. Ad ogni modo, se qualcuno ha fallito, questo non è proprio Veltroni.
Non pensate di essere in grado di scrivere un racconto partendo da un libretto d'opera del '700:
è impossibile
Sinceramente, ho una grande simpatia per i Russi. Un popolo dalla pazienza e dalla tenacia uniche, ma, sinceramente, di vendere a loro l'Alitalia non ho voglia. Già pago mal volentieri il loro gas. Figuriamoci se, ora, si devono prendere anche l'Alitalia. No signore. Il fatto è questo: o il mondo lo si vede per quello che è oppure è bene tacere. La Russia è tutto meno che un Paese liberale e democratico e il suo modo di muoversi, come un serpente a sonagli in mezzo alle pietre, non mi piace. La Russia si sta riorganizzando e, per quanto mi riguarda, sta già rompendo troppo le scatole a noi europei e la sua influenza cresce sempre di più. Servendoci del pensiero di Carlo Jean possiamo inquadrare il modus operandi russo secondo il modello delle azioni successive il quale prevede che chi agisce faccia piccoli passi nel silenzio generale per ottenere un risultato di portata strategica. Putin sta agendo così. Ce ne siamo resi conto?
I casi sono due: o si interagisce col mondo e i suoi problemi o si scappa.
Voi, da che parte state?
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A me sembra un campione abbastanza rappresentativo della Nazione, non credete? Tutti a lamentervi che ha vinto Berlusconi. Ma se il 47% di voi lo ha votato? Ma, a parte questo, andatevene a fare in culo che, tra l'altro, se Berlusconi è di nuovo lì la colpa è anche vostra! Non avete capito che lui in questa melma ci sguazza come un pesce nell'acqua e voi cosa fate? Gliela date in quantità industriale e poi, non contenti, vi lamentate. Sinceramente non vi capisco. Non capisco il modo arrogante e stupido con cui tutti voi vi rapportate al modo in cui viene gestita la cosa pubblica. Fa tutto schifo, in Italia? Fatevi un giro e vedete che così non è. C'è un sacco di gente onesta che lavora in silenzio senza lamentarsi ed è orgogliosa di quello che fa e dei piccoli-grandi risultati che raggiunge. Voi cosa siete? Un ammasso di nerdi sfigati che intasa i motori di ricerca. E io che mi ostino a pensare che il mondo dei blogger sia una cosa seria...
Non è per fare il sinistrorso inollerante, cosa che, giuro, non sono, ma ho la necessità fisiologica di condividere queste perle di Spazio Azzurro:
da: stefano
Ieri mio padre si è addormentato da eroe....(ler sue ultime parole sono state: Italia ti amo) e con il sorriso è salito al cielo!
da: X CASINI
TI MERITI CIO' CHE E' ACCADUTO!!!NON COMPRENDO PERCHE' SEI ANDATO DA SOLO!!!HAI VISTO???(SARESTI STATO MINISTRO CON SILVIO)AHAHAHAH FORZA PDL...POLITICOPOLIS
da: Giovanni
Evviva...li abbiamo proprio umiliati!!!!Il mio + grande sogno è quello d'incontrare Silvio, e farò di tutto x farlo realizzare!!!W IL CAVALIERE!!Grande Silvio 6 ttt n
da: Patrizia (Carpi-Mo)
Ora che abbiamo stra-vinto, sarebbe opportuno che i cosi/detti "democratici" rossi organizzassero un viaggetto (senza ritorno) in un luogo dove meritano d stare...!
Per altre magnificenze, cliccate su: http://www.votaberlusconi.it/sms3.htm
A me fanno ridere, ma questi sms spiegano come mai Silvio vinca le elezioni e il centrosinistra no. Berlusconi è il presidente del Milan e ha fatto passare il concetto che, tra una finale di Champions e una ricorrenza elettorale, la differenza sia scarsa. Pazienza, probabilmente è più in sintonia con i tempi di noi democratici. Sappiamo aspettare il nostro momento.
Ha vinto Berlusconi, con il sostanziale aiuto della Lega Nord, sugli scudi dopo dieci anni in calo. Il grande sconfitto, a caldo sembra Bertinotti. In seconda anilisi, il grande perdente è Veltroni. Ma, andando fino in fondo, a perdere è stato il Paese nel suo complesso. La ricetta liberale di Berlusconi non funziona. Non ha funzionato nel 2001, non funzionerà oggi. Riassumendola, l'idea del futuro premier è questa: meno tasse alle imprese e detassazione degli straordinari. Questo, da solo, dovrebbe generare ricchezza. La realtà è complessa e lo è molto di più di quello che il politico italiano medio possa rendersi conto. Come posso applicare la ricetta liberale in un mondo ad alta tecnologia dove, in Italia, le poche imprese che fanno ricerca sono, in maggioranza pubbliche? Come posso far sì che le imprese competano con prodotti all'avanguardia? La leva fiscale non serve a niente oggi. Quello che serve è un sistema di ammortizzatori sociale nell'immediato, ma, nel futuro, servono una scuola e una università all'avanguardia. Il mondo cambia e il nostro futuro premier non sembra accorgersene. E la gente lo sa, solo che continua a votare a destra. I casi sono due: o gli italiani sono degli idioti senza cervello o Berlusconi è tremendamente bravo a fare caompagna elettorale. Credo, sinceramente, si tratti della seconda ipotesi anche se i numeri non sono così d'accordo: il Pdl +2%, Pd +3%. Tutto sommato gli schieramenti sono rimasti stabili. Eppure ha vinto Berlusconi. Grazie alla legge elettorale, grazie allo scontento della genta. Ma, soprattutto, grazie alla Lega che ora tiene il governo per le palle. Questa è la verità. Poi, va bene tutto, ma il futuro governo- e questo l'ho detto anche in un post precedente- ha il peccato originale di governare solo con il 40% dei voti validi. E l'altro 60%?
I programmi sono come i fiori profumati o le belle donne. Durano finchè durano. Parafrasando quello che diceva il povero De Gaulle riguardo i trattati internazionali, capiamo uan grande verità della politica. Per quanto i programmi elettorali siano ottimisti, questi devono scontrarsi con attriti molto forti come, ad esempio, la congiuntura economica. La situazione che un governo deve affrontare è sempre diversa da quella che si aspetta. C'è sempre qualcosa che non va. Il Prof. Mann della Brookins Institution , in una sua conferenza a Firenze, parlando della politica esetera statunitense, riportava come, dopo l'11 Settembre, la posizione isolazionista di Bush sia radicalmente cambiata, fino agli eccessi Iracheni. Non bisogna credere fino in fondo ai programi dei partiti. Quello che conta, nella scelta, è capire quale progetto di società hanno gli schieramenti che si contendono il governo del paese. Questo modo di ragionare non è semplice da spiegare in quanto tutti vorremmo che il partito per cui, magari, militiamo esaudisca le aspettative create con il programma. Ma spesso non è così per i motivi sopra elencati, ma anche perchè i programmi sono sostanzialmente specchietti per le allodole. Non che l'elettorato sia stupido. I programmi servono per attirare l'attenzione sul progetto di società che ha il partito e sugli strumenti dei quali tendenzialmente questo ha intenzione di servirsi. In queste elezioni poltiche, finalmente, ci sono due partiti con le idee abbastanza chiare. Da un lato, c'è Berlusconi che sogna un Paese che va in ordine sparso, dove ognuno può fare quello che vuole senza dover rispondere a nessuno. Aspirazione legittima. Dall'altra, c'è un partito che parla di talento, di persone e di ultimi da aiutare. Pur militando nel Partito Democratico sono consapevole che potrà essere considerato un successo il raggiungimento di sei dei dodici punti del programma. Quello che dobbiamo fare, in queste elezioni, è dare fiducia, tutta la nostra fiducia a Veltroni. Massì, fidiamoci di lui. Un uomo che sembra mediocre in apparenza, ma che è riuscito a mobilitare tre milioni di persone di ogni sesso ed età alle Primarie ed è riuscito a dare entusiasmo e determinazione a tanti militanti o persone che prima erano un troppo distanti dalla politica. Il Pd non so se concluderà il percorso dell'Italia ai Mondiali dell'82, ma credo che sia possibile farcela. Poi, ognuno può scegliere ma credo, per il bene del Paese, che sia fondamentale fidarci del sindaco di Roma e del suo partito.
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